mercoledì, marzo 5

Addio e arrivederci

Questo post è difficile da scrivere.
Molto più che per una semplice riflessione su questo o quel pensiero quotidiano.

Questo post è dolceamaro.
È amaro perchè dopo anni di onorato servizio, questo blog chiude,
Esatto, questo sarà l'ultimo post che vedrete a questo indirizzo.
È dolce perchè non rinunciamo (nonostante tutto) a scrivere.
In seguito ad un furbo suggerimento ricevuto via commento, abbiamo deciso di spostarci e trasformarci.
Divenire.
Questo blog è nato come un'esperimento, aperto in dieci minuti da due ragazzi ingenui.
Dopo due anni siamo rimasti ragazzi ingenui, ma abbiamo deciso di dare una patina più seria e ariosa a questo lavoro.
Per insonnia e per passione diventa un forum, per l'esattezza al seguente indirizzo:
http://antimeridian.leo.it/

Sono stati riportati tutti i vecchi articoli e commenti, e potrete postare anche voi le vostre riflessioni (anche se con veto amministrativo) si intende.
Insomma, vorremmo trasformare quello che per tato è stato un parlare unilaterale in una vera conversazione...una comunità potendo.

Venite, leggete, commentate e scrivete.
Vi aspettiamo a braccia aperte!

Amisis & Eskin'Whai & Raziom

sabato, novembre 10

La luna è perfetta!!

Oggi mi è capitato di spiegare come gli antichi (ma non così tanto antichi) reputassero perfetta la luna in quanto appartenente ai corpi celesti/divini e, in quanto tale, priva di difetti come ogni cosa che vivesse nel regno di Dio.
Sorvolando sul fatto che anche Lucifero soggiornava in paradiso, eppure tanto perfetto non si è dimostrato, è stato grande lo stupore quando Galileo, puntando due lenti verso il cielo, annunciò che il viso della bella signora era pieno di acne giovanile.

Che non sia mai!
La luna è perfetta!!
Dio l'ha creata, è fatta di pura materia celeste, come potrebbe avere dei difetti?
Basta che guardi in alto per vedere che non porta macchia, saranno le tue lenti ad essere macchiate.
Ma non vedete? anche il nudo occhio distingue le macchie, forse ben più scure e vaste di quelle che io vidi!
Tu folle! tu miscredente e millantatore di scienza! torna sui tuoi passi e scaccia la follia che ti ha preso.

Sembra che sia la nostra stessa natura che ci conduce a mettere una benda di fronte ai nostri occhi, a dire che la luna è perfetta.
Spesso il risveglio è brusco, e ci rendiamo conto di aver bruciato come eretici semplici persone con gli occhi aperti ed impegnati a guardare piuttosto che a immaginare.
Che magari parlavano per il nostro bene.
Perso tempo ad ammirare un palla di roccia butterata da crateri.

Dove voglia andare a parare? non lo so' bene neppure io.
Ma certe assurdita' della nostra razza meritano di essere ricordate ogni tanto, no?

Con la speranza di metterci meno di due mesi prima del prossimo post, un abbraccio
Amisis

domenica, settembre 9

L'alba e il crepuscolo.

Quello che credo sia un buon motivo per iniziare a prendersi seriamente cura di un blog.

Qualche giorno fa, nella Scuola Superiore degli Studi Umanistici, in un seminario dedicato alla Semiotica della cultura, Umberto Eco dice una cosa che mi fa riflettere: dal 1952, Eco tiene un diario, o meglio appunta sinteticamente in un’agendina cose che ritiene importanti, alcuni incontri eccitanti ad esempio, oppure un banalissimo “oggi ho fatto lezione”.
Penso: abbiamo bandito dalla nostra cultura odierna i diari e molta letteratura intimista; ma questo equivale a considerare l’individuo come qualcosa di molto individuale, il privato come nettamente separato dal pubblico. Di qui, la deriva della coscienza civile (sto semplificando, lo so). Dove la storia personale e la storia del mondo si incrocino non so dirlo di preciso, so per ora che ho una grande fame di informazione e discussione. La quantità e la complessità degli eventi non è una cosa che dovrebbe mai spaventarmi: alcuni eventi, anche lontani fra loro, mi si offrono come chiave di interpretazione di altri eventi. Comincio a credere che un evento non sia un blocco da scomporre nelle sue parti, per essere compreso, ma piuttosto un oggetto che ha bisogno di essere posto in relazione con altri, affinchè possiamo coglierne il senso. Stamattina, per esempio, leggendo La Repubblica, ho trovato due notizie, separate tra loro da una decina di pagine di altre notizie.
1) Roberto Saviano pubblica ora sull’Espresso un’inchiesta circa il problema dello smaltimento dei rifiuti. Lo fa con il suo linguaggio forte, con quel bel connubio tra letteratura e giornalismo che abbiamo avuto modo di apprezzare in Gomorra. Dunque, Saviano è molto letto in questo periodo, come se in Italia la gente avesse bisogno di sapere più che mai, avesse bisogno di questi amari romanzi (d’accordo, Gomorra non è affatto un romanzo, ma il contenuto e lo stile sono tali che, se il libro fosse spedito ad un abitante di qualche altro pianeta in grado di comprendere la nostra lingua, sarebbe un plausibile romanzo). La letteratura in questo caso, da’ voce alla realtà.
2) Il governo americano assume cinque scrittori di fantascienza (Arlan Andrews, Jerry Pournelle, Larry Nivon, Sage Walker, Greg Bear), per poter prevedere eventuali attacchi terroristici. Ovvero, il governo americano ritiene che l’immaginifica intelligenza di questi scrittori possa contribuire a preventivare la tipologia di attacco terroristico in virtù di una sintonia, per così dire, tra “menti deviate”. (Non me ne vogliano gli scrittori di fantascienza per l’irrispettoso appellativo della loro attività cerebrale, questo è quanto, in parole semplici, il governo americano ha ideato). La letteratura, in questo caso, crea la realtà.

Cosa dire? Di sicuro la cultura italiana ha più familiarità con la nottola di Minerva..La nostra tendenza (ma mi piacerebbe essere confutata su questo punto) è quella di riflettere suill'accaduto, constatarlo, contestualizzarlo, comprenderlo; poi giustificarlo o condannarlo; farne un fardello della memoria, affinchè in futuro non si agisca per l'appunto con leggerezza - se mi si passa la triste ironia- , affinchè la cosa non si ripeta mai più.
Non ci appartiene troppo l'arte della previsione, l'impiego della classe intellettuale per tracciare le linee di uno sviluppo culturale, sociale, economico, politico: la nottola di Minerva, si sa, inizia il suo volo sul far del crepuscolo, quando è possibile solo guardarsi indietro e cercare di far quadrare le cose o di capire cosa proprio non quadrava. Gli errori nel nostro Paese sono, forse, per lo più errori da omissione.
D’altra parte, se noi italiani ci pronunciamo quando il sole cala, chissà quale alba inverosimile attende i cittadini americani, visto che il governo fa appello alla fantascienza per prevedere uno stato delle cose più o meno imminente. Gli errori dell'America sono, forse, per lo più errori conseguenti azioni - che spesso sono, azioni preventive.
Al di là di tutto, ammetto di avere una sorta di diffidenza istintiva verso questa versione americana di intellettuale integrato, e non mi convince nemmeno l'obiezione che questi cinque scrittori abbiano utilissime competenze specifiche, nel campo della chimica ad esempio (del pari, il crepuscolo italiano mi mette una certa malinconia).
Sarei grata se qualche sociologo, politologo, letterato, o chiunque altro avesse voglia di fermarsi e riflettere con me sulla relazione tra questi due fatti, e mi illuminasse in proposito.
Raziom

mercoledì, giugno 6

Nota ai lettori

Appena finito di scrivere il post del mese, vorrei fare una nota per chi leggesse ora queste pagine per la prima volta, come anche per i lettori di vecchia data.

Tutti i post sono vivi ed attivi.

Il fatto che io scriva un nuovo post non significa che il precedente sia vecchio, risolto o che altro.



Ogni problema esistenziale è per sua stessa definizione sempre aperto, da discutere e su cui scontrarsi, ovviamente sempre nel rispetto delle norme civili.

Per cui non abbiate timore di postare commenti in post molto vecchi, perché come il Grande Fratello (quello originale, non la versione cerebrolesa della televisione) tutto vedo e, entro i limiti del tempo e del cervello, cercherò di dare risposta a ciascuno.

L'ingrediente essenziale della crescita è sempre il confronto, quindi pensate che ogni commento è un aiuto a tutti gli altri lettori (oltre che all'immancabile e modestissimo autore) a fare un piccolo passo in avanti verso lo stato di Buddha ^_^.



A questo proposito, se qualcuno avesse una buona idea o riflessione che vuole condividere con gli altri due o tre lettori, sarei estremamente felice se me la potesse spedire e permettermi di postarla, logicamente a nome dell'autore con tanto di ringraziamenti per il contributo ^_^.



A presto e grazie in anticipo!

Amisis



PS: sì, questo post si è pressione psicologica ed è una cosa brutta e scorretta...ma quando mai ho detto di essere una persona simpatica o sportiva? ;)



Powered by ScribeFire.

Matteo 26,30

Vi tolgo subito il dubbio: il salmo citato parla della pasqua.

Dubito che chiunque di voi lo sappia: io mi sono rivolto a San Google, custode della mela proibita.

Eppure, chissà, fra qualche anno uno studente diligente potrebbe saperlo.

Infatti, per chi se lo fosse perso (come me, che l'ho scoperto solo qualche giorno fa) la bibbia entra a far parte dei testi scolastici.



Ora, il mio personaggio da intellettuale laico ( sì, ho un'ottima reputazione di me stesso ) dovrebbe gridare allo scandalo, inneggiare alla laicità statale e simili.

Se lo avete pensato, rileggetevi tutti i post finora per punizione, perché significa che vi siete persi un pezzo rilevante del discorso.

Sono a favore dell'introduzione della bibbia come libro di studio.

Lo ripeto, nel caso non fosse ben chiaro.

Sono a favore dell'introduzione della bibbia come libro di studio.

Ma.

Come è logico, c'è una condizione...anche perché altrimenti che senso avrebbe farci un post sopra?



Oggi non parlo di profonde riflessioni sullo spirito umano, ma semplicemente vorrei condividere con voi la mia posizione a riguardo, in maniera assolutamente apolitica, come al solito.

Sono convinto che la frase "Non possiamo non dirci cristiani" di Benedetto Croce contenga una profonda verità: anche se forse non è più così radicata dentro ciascuno di noi, sicuramente la mentalità cristiana è la componente maggioritaria di quella che, permettetemi di dire purtroppo, è la moralità della nostra società.



Mi sembra quindi doveroso che, volendo arrivare a capire i nostri simili e noi stessi, sia necessario esaminare attentamente tutta la base culturale che ci ha generato.

Io ho studiato Sant'Agostino come uno dei maggiori filosofi del medioevo e della cristianità, ma nessuno è venuto a spiegarmi la base da cui sant'Agostino partiva, ovvero la bibbia.



Mi sembra quindi non solo ragionevole, ma anche doveroso, che la bibbia venga studiata dai ragazzi: non studiata come la parola di Dio, ma solo come un libro che molti hanno creduto essere la parola di Dio, con tutti i difetti, gli errori e le cose positive che ne conseguono.

Studiato come un qualunque altro testo di filosofia ( non aprirò il discorso su come vengono studiati nella realtà i libri di filosofia a scuola, a tal proposito ho il dente avvelenato... ).

Resto infatti convinto che la bibbia non sia altro che un libro scritto da
uomini per guidare altri uomini, senza nulla di sacro all'interno.


Che questa guida sia stata concepita con intenzioni benevole verso le
persone che non hanno la forza di camminare con le proprie gambe o che
sia un astuto stratagemma per conquistare il potere non è argomento
interessante di discussione in questa sede: quale che fosse lo scopo
originario, quel libro ha radicalmente cambiato la storia del mondo
occidentale, e come tale merita la massima attenzione.

Non dovrebbe essere però un prete ad insegnarlo, ma un filosofo o uno storico, che sappia collocare il libro nella sua realtà sociale e ne sappia indicare, spiegare e criticare tutti i passaggi fondamentali.



Non che abbia nulla contro i preti come insegnanti in assoluto, ma a tal proposito avrebbero una visione troppo di parte, cosa che inficerebbe l'intero programma.

Visto che vogliamo qualcosa di fatto bene, oltre alla bibbia dovrebbe insegnare anche il Corano, e perché no, anche I Ching e gli scritti dei Buddha.

Come i soldi ed il sesso, la fede è uno dei grandi motori del mondo, quindi perché non dovrebbe meritare una trattazione dignitosa e completa?

Ma, come un'educazione sessuale fatta da un pervertito o da un sessista non produrrebbe che danni, allo stesso modo una lezione di storia delle religioni (e non religione e basta) fatta male è molto, molto peggio dell'ignoranza totale.

Perché ci si illude di sapere, e non abbiamo l'umiltà di riconoscere le nostre mancanze.

Perché lo scopo primario dell'educazione non è sapere, ma imparare a sapere di non sapere.

E donarci la fame per riempire le nostre lacune.









Powered by ScribeFire.